Energia elettrica dal moto ondoso: a Brindisi un progetto pilota

27.03.20 – Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il presidente di Kuma Energy srl, Francesco Piccione, hanno sottoscritto nei giorni scorsi un protocollo d’intesa finalizzato all’avvio del primo impianto pilota del sistema ECOMar, una piattaforma di ultima generazione di energia ricavata dal moto ondoso.

A valle di una serie di sopralluoghi, l’azienda, una startup innovativa che opera nel settore della generazione di energia da fonti rinnovabili con sede legale a Genova e sede operativa in Puglia, ha valutato idonea ad ospitare il progetto pilota la diga di Punta Riso, nel porto di Brindisi.

A seguito del protocollo d’intesa, Kuma Energy, a proprie spese, progetterà e svilupperà ECOMar, una piattaforma in grado di convertire la forza delle onde marine in energia elettrica.

ECOMar è un sistema costiero, installabile su qualunque superficie verticale di frangiflutti o dighe portuali che non richiede importanti lavori sulle infrastrutture esistenti e non altera l’aspetto della costa o gli equilibri dei fondali marini. La piattaforma, infatti, è progettata con l’utilizzo di componenti ecocompatibili e sicuri per l’ambiente.

L’Autorità di Sistema Portuale ha accolto la proposta avanzata dall’azienda per favorire l’aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili e l’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale, obiettivi questi peraltro scanditi nel documento di Pianificazione Energetico Ambientale del Sistema Portuale (DPEASP), adottato dall’ Ente portuale.

AdSP MAM, attraverso il documento, si è resa disponibile ad assegnare a Kuma Energy, previa verifica e relativa istruttoria con le Autorità competenti, la disponibilità di utilizzo dell’area di installazione, per la durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabile, a decorrere dalla data di disponibilità all’installazione del sistema pilota.

Durante le attività di analisi e sperimentazione on-site, Kuma Energy sarà affiancata dal Laboratorio A-Mare dell’Università di Firenze e dal Campus Università del Salento, e condividerà con AdSP MAM i dati di monitoraggio ambientale e tecnico raccolti durante le sperimentazioni e, al termine del periodo di concessione, gli elementi di fattibilità e sostenibilità economica relativa all’eventuale acquisizione futura da parte dell’Autorità portuale del sistema ECOMar per la produzione di energia da moto ondoso.

Il mare è un’enorme fonte di energia pulita, sfruttata, ad oggi, solo in minima parte, ma che teoricamente è superiore all’intera domanda energetica mondiale. Tra tutte le forme di energia dal mare, quella dal moto ondoso è quella studiata da più tempo e che conosce il maggior numero di sperimentazioni, soluzioni e prototipi impiantistici, offrendo il vantaggio di adottare soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.

Coronavirus, prosegue l’opera di disinfezione nei Porti adriatici della Puglia

17.03.20 – Prosegue senza sosta l’attività di sanificazione e disinfezione di aree portuali, banchine, terminal e arredi predisposta dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, a salvaguardia degli operatori portuali e della logistica, il cui apporto, soprattutto in questo momento, risulta vitale per l’intero Paese.

Questa mattina, nel porto di Costa morena a Brindisi, sia in area Schengen che extra-Schengen, una squadra di tecnici disinfestatori altamente specializzati e aggiornati nell’uso di nuove tecnologie e avvalendosi di potenti macchinari ha eseguito l’ennesimo intervento di sanificazione e bonifica dei terminal. Una serie di interventi effettuati con prodotti virucidi specifici, finalizzata al contenimento e al contrasto del diffondersi del virus.

“Soprattutto in questo momento critico, i porti di Bari e Brindisi fungono da hub strategici nel bacino del Mediterraneo per tutta la filiera logistica e dei trasporti– commenta il presidente di AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Tale attività è garantita dalla professionalità e dall’abnegazione di una schiera di operatori che, nonostante le difficilissime condizioni, lavora incessantemente per consentire alle merci di transitare regolarmente attraverso i consolidati corridoi commerciali e logistici.”

Quotidianamente, vengono effettuati 6 passaggi giornalieri di pulizie; mentre settimanalmente,

nonostante il protocollo indichi una copertura di 14 giorni, vengono effettuati interventi complessi di sanificazione e bonifica degli ambienti, delle strutture e delle attrezzature.

L’attività straordinaria di sanificazione e pulizia nei porti principali del sistema interessati dal traffico Ro-Ro è stata avviata dall’Ente portuale sin dallo scorso 24 febbraio, da quando cioè è esplosa l’emergenza legata al coronavirus.

L’AdSP preventivamente e costantemente condivide con la USMAF (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) tutte le misure da adottare.

Porto di Brindisi: tavolo di concertazione su dragaggi e infrastrutture

06.03.20 – Si è svolto ieri, presso il Comune di Brindisi, un significativo e proficuo incontro tecnico-operativo per analizzare, in maniera dettagliata e scientifica, alcune rilevanti questioni afferenti il porto di Brindisi, con particolare riferimento agli escavi e alla rete infrastrutturale.

Seduti attorno al tavolo: il sindaco, Riccardo Rossi, l’assessore all’Ambiente, Roberta Lopalco, e i dirigenti comunali Gaetano Padula e Francesco Corvace; il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, il segretario generale, Tito Vespasiani, e il dirigente dell’Ufficio Tecnico, Francesco Di Leverano. Presenti all’incontro anche il dirigente Enrico Brugiotti e il tecnico Vito Specchio di Sogesid SpA, società “in house providing” dei Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture che garantisce supporto tecnico agli interventi ambientali e infrastrutturali previsti dal piano di investimenti sia al Comune di Brindisi sia all’Ente portuale, sulla base di pregressi accordi.

Nel corso della riunione è stata esaminata la possibilità – avanzata in alcuni articoli pubblicati sulla stampa e da taluno caldeggiata – di depositare i sedimenti rivenienti dai dragaggi di Sant’Apollinare (azione fondamentale e prodromica per la successiva realizzazione di nuovi accosti), una volta terminate le caratterizzazioni dei fondali, presso l’area cosiddetta Micorosa, a sud della zona industriale, negli anni destinata a discarica dell’insediamento Petrolchimico.

I tecnici Sogesid e il responsabile del Procedimento, Gaetano Padula, hanno esposto l’attuale stato delle attività di bonifica della falda in area Micorosa, evidenziando che sono in atto le attività di “capping” dell’area di discarica, rientranti in un progetto coordinato con la parte privata “Eni Rewind”. I tempi di completamento, previsto per il marzo del prossimo anno – è stato chiarito nella riunione – non sarebbero compatibili con l’iter di caratterizzazione, progettazione e rimozione dei sedimenti di Sant’Apollinare. Qualora si decidesse di intraprendere tale possibilità, sarebbe infatti necessario sospendere la già avviata attività di bonifica dell’area, con criticità di ordine economico  per le azioni di risarcimento dei danni che potrebbero derivarne.

Alla luce di quanto emerso, quindi, si è convenuto di affidare a Sogesid la redazione di un documento analitico sulle possibili azioni da intraprendere, valide ed efficaci sia dal punto di vista tecnico che da quello economico, finalizzate alla migliore gestione dei sedimenti portuali.

Si è concordato, infine, di avanzare tempestivamente – sulla base del documento redatto da Sogesid – una richiesta al Governo, formulata congiuntamente con il Comune, finalizzata ad ottenere per Brindisi misure straordinarie (come avvenuto per Taranto e Genova) per la tempestiva realizzazione delle opere.

Accordo tra AdsP e Sindaco di Margherita di Savoia per fare delle saline una meta per i crocieristi

03.03.20202 – Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il sindaco di Margherita di Savoia, Bernardo Lodispoto, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato alla promozione e alla valorizzazione delle mete e delle destinazioni crocieristiche, attraverso azioni e strumenti condivisi.

In virtù del documento, AdSP MAM e Comune si affiancheranno sinergicamente in una strategia congiunta volta a promuovere le peculiarità del territorio, attività che alimenteranno simbioticamente due settori: proporre alle compagnie crocieristiche di inserire le Saline, preziose custodi dell’oro bianco, negli itinerari crocieristici, infatti, innalzerà l’appeal dei porti del sistema; dall’altra parte, l’incremento dei flussi turistici nel comune di Margherita di Savoia darà un significativo slancio all’economia di tutto il territorio.

Tale accordo si concretizzerà già a partire dal prossimo SEATRADE Cruise Global, la principale fiera crocieristica in programma dal 20 al 23 aprile a Miami.

“Faremo conoscere al mondo delle crociere la salina più grande d’Italia e una delle più vaste dell’intero bacino Mediterraneo, commenta il Presidente. La nostra consolidata e apprezzata proposta turistica, che promuove un territorio vasto, ma facilmente raggiungibile, ricco di storia, paesaggi e tradizioni enogastronomiche si arricchisce di un nuovo e prezioso gioiello, unico nel suo genere che vanta una storia millenaria. Oltre ad essere una fonte inesauribile di produzione di sale marino (si aggira in media intorno ai 30.000.000 di metri cubi annui), il sito è anche arcinoto per le virtù terapeutiche delle Acque Madri, o acque rosse, usate nelle cure termali. Promuovere il territorio, con tutti i suoi peculiari punti di forza, significa attrarre volumi di traffico crocieristico sempre più rilevanti. Il programma degli approdi nei nostri porti prevede circa 340 toccate durante l’intero arco dell’anno in corso- conclude Patroni Griffi, con previsioni di traffico non inferiori ai 800 mila passeggeri in transito durante tutta la stagione. Oltre alle già consolidate performance di Bari, Brindisi e Monopoli, vogliamo inserire in maniera decisa anche Barletta e Manfredonia nel network delle crociere e la collaborazione dei comuni irrobustisce sostanzialmente la nostra azione di promozione”.

Il protocollo d’intesa che il Comune di Margherita di Savoia ha stipulato con l’Autorità di Sistema del Mare Adriatico Meridionale – dichiara il Sindaco – rappresenta uno straordinario volano per la valorizzazione turistica del nostro territorio, inserendolo in un circuito privilegiato di valorizzazione delle mete turistiche della Puglia. Ringrazio per la disponibilità e l’attenzione dimostrata nei nostri confronti il Presidente dell’Autorità, Prof. Ugo Patroni Griffi, e voglio rivolgere un grande apprezzamento alla consigliera comunale Antonella Cusmai, che si è resa parte diligente nella realizzazione di questa iniziativa, per aver dimostrato quali risultati si possono ottenere quando c’è collaborazione tra maggioranza e minoranza nel reciproco rispetto dei ruoli. La stipula del protocollo apre interessanti prospettive per tutti gli operatori del comparto turistico di Margherita di Savoia e permetterà la presenza di uno stand interamente dedicato alla nostra cittadina in occasione del prestigioso summit mondiale delle crociere. In vista di questo importante evento, l’assessore al turismo e alle attività produttive Grazia Galiotta ha già provveduto a convocare i rappresentanti delle Terme di Margherita di Savoia, dell’Atisale, degli stabilimenti balneari, delle associazioni che riuniscono strutture ricettive, alberghiere, bed & breakfast e della ristorazione, commercianti ed esercenti e gli operatori nel settore delle produzioni tipiche. Si tratta di una vetrina di eccezionale importanza che può offrire alla nostra cittadina e alle sue attrazioni turistiche una spinta straordinaria e una formidabile visibilità”

Coronavirus, Daniele Rossi (Assoporti) rassicura: scali portuali monitorati di continuo

26.02.20 – “Confermo che i porti sono costantemente monitorati dalle autorità sanitarie, tramite gli uffici di sanità marittima, con la collaborazione della Capitaneria di Porto, l’Autorità di sistema portuale e tutte le istituzioni. Le merci non sono veicolo per il COVID-19, e per quanto riguarda il traffico passeggeri sono in atto controlli sanitari dedicati.” E’ quanto dichiara oggi, Daniele Rossi, Presidente di Assoporti a seguito dei provvedimenti assunti nelle regioni del nord, a causa della diffusione del coronavirus in alcune zone settentrionali. Con l’obiettivo di scambiare informazioni e adottare misure e prassi condivise e coordinate tra tutti i principali porti, l’Associazione ha deciso di convocare una riunione in videoconferenza questa mattina. Si tratta di un conclave di funzionari e dirigenti che lavorano quotidianamente sulle questioni operative nei porti, che hanno avuto modo di collegarsi tutti insieme con Assoporti.

“Vogliamo essere utili per fronteggiare al meglio questo periodo. Sono certo che tutti insieme possiamo trovare una linea comune che sia utile per evitare anche ingiustificati allarmismi, che, come già detto, sarebbero molto dannosi per l’economia. Al tempo stesso, stiamo valutando se inoltrare una richiesta ai ministeri dei trasporti e della salute per eventuali direttive nazionali su comportamenti comuni specifici, nel caso dovessero protrarsi gli effetti delle ordinanze regionali. Intanto, stiamo lavorando secondo le indicazioni della circolare del Ministero della salute che contiene indicazioni e suggerimenti generali.”

A seguito dell’incontro, il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, commenta: “in linea con le direttive ministeriali e con quanto deciso in sede di Assoporti, nei porti dell’Adriatico meridionale abbiamo già provveduto ad effettuare la disinfezione straordinaria dei nostri terminal; abbiamo acquistato detergenti disinfettanti, collocati nelle aree di accoglienza dei nostri porti, a disposizione di passeggeri e operatori. Abbiamo avviato, inoltre, un continuo scambio di informazioni con gli uffici della Sanità marittima per seguire l’evolversi della situazione. Una serie di misure di sicurezza, a protezione dello sviluppo e dell’economia dei nostri territori.”

Crisi al Porto di Brindisi, gli operatori chiedono lo sblocco delle opere minori e poteri speciali per l’AdSP

21.02.20 – Si è tenuta oggi, negli uffici dell’AdSP MAM di Brindisi, una partecipata e condivisa riunione, diretta prosecuzione del confronto già aperto sia in sede locale che sui tavoli ministeriali, per affrontare la crisi che affligge il porto di Brindisi e le sue immediate ricadute sull’economia del territorio.

All’incontro, presieduto dal presidente dell’Ente, Ugo Patroni Griffi, erano presenti: il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi; il vice comandante della Capitaneria di porto, Francesco Stagira; l’onorevole Anna Macina; il consigliere regionale, Gianluca Bozzetti; Michele Di Leone , Dipartimento Sviluppo Economico Regione Puglia; i presidenti Domenico Bianco e il dirigente Giorgio Rubino, Consorzio Asi, Patrick Marcucci e il vice Angelo Guarini, Confindustria, Alfredo Malcarne, Camera di Commercio, Pierluigi Francioso, ANCE, Franco Gentile CNA; Antonella Vincenti, Puglia Sviluppo; i servizi tecnico nautici del porto, la ditta Fratelli Barretta (rimorchiatori), il comandante del Corpo Piloti del porto, Leo Morolla; le Organizzazioni Sindacali, Antonio Macchia, CGIL, Antonio Licchello UIL, Antonio Castellucci CISL, Gianfranco Argese e Santino Guadalupi FILT CGIL Brindisi, Danilo Binetti, FILT CGIL Puglia, Antonio Baldassarre UST CISL TA/BR; Antonio Catanzaro, Avvisatore Marittimo; Adriano Guadalupi Federspedi; Teo Titi, Associazione O.P.S; Giacomo Minervini e Marcello Gorgoni, RACCOMAR; Salvatore Pinto e Derio Donnicola ANCIP; e Teodoro Muscogiuri, STP Brindisi.

A seguito dell’articolato e complesso dibattito, si è convenuto che il principale obiettivo, comune e immediato, risulta essere lo sblocco di tutte le opere minori, già pronte per essere realizzate.

Tra le priorità, inoltre, c’è sicuramente la stagione crocieristica 2020 che rischia di essere cancellata, nonostante i 57 scali già calendarizzati, per via delle nuove misure di security, indispensabili per i porti (installazione di apparati radiogeni per lo screening di passeggeri e bagagli), che richiedono un ricovero da autorizzarsi. Nel breve periodo, inoltre, si è deciso di accelerare il processo di realizzazione delle opere strategiche già previste dal Piano Regolatore Portuale, prime tra tutte, dragaggi e accosti.

Al fine di superare l’attuale empasse, inoltre, il tavolo, ha scelto di formulare una richiesta, direttamente al Governo centrale perché possa valutare la possibilità di conferire al Presidente dell’AdSP o al Sindaco gli stessi poteri speciali riconosciuti al Sindaco di Genova (per la ricostruzione in tempi celeri del ponte Morandi) e al Presidente del porto di Taranto (per la questione ILVA).

Al Governo si chiederà, inoltre, di consentire l’avvio immediato delle ZES, attraverso le nomine mancanti e la realizzazione della Zona Doganale Interclusa; l’adozione per il porto di Brindisi delle stesse misure previste per il porto di Trieste (per incentivare il traffico dei rotabili); l’approvazione immediata del Documento Pianificazione Strategica, passo fondamentale per la successiva redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale di Brindisi; il riconoscimento dello scalo messapico come porto CORE, all’interno dell’estensione di una delle attuali Reti Ten T.

Infine, per scongiurare un collasso occupazionale ed economico, saranno, avviati nel più breve tempo possibile, incontri di programmazione con Enel, per l’adozione di misure compensative al processo di decarbonizzazione.

Porto di Barletta, accordo per demolire i silos per il grano

18.02.20 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e l’azienda Silos Granari della Sicilia srl (società del Gruppo Casillo) hanno sottoscritto, nei giorni scorsi, un accordo sostitutivo di provvedimento amministrativo, finalizzato ad attivare la procedura per la demolizione dei silos presenti nel porto di Barletta; si tratta di aree e piazzali che coprono una superficie di circa 2.000 metri quadri.

Costruiti nel giugno del 1973 per lo stoccaggio di grani e cereali, i manufatti, oltre a presentare evidenti danni strutturali, risultano inattivi dal febbraio 2018.

In ragione di ciò, lo scorso anno, la  società, titolare di una concessione demaniale, aveva manifestato la volontà di restituire aree e beni, previa rimozione dei beni amovibili e delle attrezzature mobili.

L’Ente portuale, quindi, ha avviato tempestivamente una procedura che potesse portare, nel più breve tempo possibile,  all’abbattimento dei manufatti e alla conseguente valorizzazione dell’intera superficie e della banchina prospiciente.

A seguito dell’accordo, l’area in cui, attualmente, insistono i silos, sarà adeguatamente riqualificata, rendendo la banchina, ritenuta dall’Ente strategica per il porto di Barletta, ulteriormente operativa, attrezzata e polifunzionale per ospitare, oltre ai consolidati traffici commerciali,  anche piccole navi da crociera.

“Vogliamo portare a Barletta anche le piccole navi da crociera del segmento luxury, più piccole di stazza ma ad alto valore aggiunto, attesa la rilevante attrattività dell’hinterland confinante e l’efficiente infrastrutturazione di cui dispone il nostro scalo– commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Già in occasione del Seatrade (la più grande vetrina crocieristica mondiale) porteremo a Miami, anche, la proposta Barletta. La crocieristica è un settore che può contribuire notevolmente al rilancio dell’economia di un territorio- continua il Presidente. Tanto è vero che, uno tra i principali obiettivi strategici richiesti dalla Unione Europea è proprio la Blue Growth, ovvero lo sviluppo di tutte quelle attività eco-compatibili che consentano una crescita economica e sociale che faccia perno sul mare. Proprio per questo e in aderenza a tali indicazioni, stiamo lavorando per valorizzare, nei nostri porti, leconomia del mare: energia blu, acquacoltura, biotecnologia blu,  turismo marittimo, costiero e di crociera, appunto.”

Entro trenta giorni dalla sottoscrizione del documento, la Società si è impegnata a presentare un computo metrico estimativo, relativo agli interventi di demolizione e di rimessa in pristino dell’area, attività che verrà effettuata dalla Società a propria cura ed oneri, così come spetteranno alla  Silos Granai le spese relative alla progettazione, anche esecutiva, e alla direzione dei lavori. Gli interventi inizieranno, così come sottolineato nell’accordo sottoscritto, entro e non oltre i 4  mesi dall’ottenimento delle autorizzazioni di legge.

Positivo il bilancio 2019 per i porti pugliesi dell’Adriatico

05.02.20 – Traffici portuali in rilevante crescita nel sistema dell’Adriatico meridionale che chiude il 2019 con 4.716 scali in totale (128 in più rispetto al 2018) e con 15.451.697 tonnellate di merci transitate, il 2,1%  in più rispetto all’anno precedente.

Significativo il dato delle rinfuse solide che segnano un +5%, con quasi 6 milioni di tonnellate movimentate.

Aumenta del 3,1% la stazza lorda delle navi che toccano i porti del sistema, a dimostrazione dell’attrattività degli scali e della conseguente necessità, nell’immediato futuro, di adeguamento delle infrastrutture, con particolare riferimento ai fondali.

I passeggeri movimentati (traghetti e crociere) sono stati 2.474.927

Porto di Bari:  il 2019 è stato un anno record per lo scalo del capoluogo di regione. 2.355 scali in totale (68 in più rispetto al precedente anno). Il quantitativo delle merci movimentate è salito dell’11,1%,  raggiungendo il livello complessivo di più di 6milioni di tonnellate; il maggior contributo è stato dato dall’imbarco e sbarco delle rinfuse solide che è aumentato del 35%.

La movimentazione dei container è cresciuta del 21% per un totale 82.627 teu (14.365 in più rispetto all’anno scorso).

Particolarmente dinamica è stata la movimentazione di merci a mezzo Tir e semirimorchi che è cresciuta di ben 7.932 pezzi, raggiungendo la ragguardevole cifra di 165.945.

Fiore all’occhiello del porto è stata la movimentazione connessa ai flussi turistici della crocieristica che ha raggiunto la cifra record di 674.675 persone (254.657 imbarchi/sbarchi e 420.018 transiti) con aumento, rispetto al 2018, di ben 101.769 unità, pari al 17,8%, un dato che consolida la posizione del porto di Bari tra i top 20 a livello europeo.

Bari, infine, conferma e consolida la propria posizione di primo porto italiano per traffico internazionale passeggeri su navi di linea: nel 2019 sono stati circa 1,20 milioni i passeggeri che hanno transitato a bordo di navi traghetto Ro/RO.

Se Bari ha fatto da traino in questo trend positivo, non meno rilevanti sono le performance dei porti di Manfredonia e Monopoli.

Porto di Manfredonia: segna, rispetto al 2018, una crescita sia nel totale delle tonnellate movimentate, circa il +30% (movimentate 568.629 tonnellate, ossia circa 129mila in più), che nelle rinfuse solide che crescono del 35.4% e sono rappresentate per lo più da cereali (253.559 tonnellate, +14,5%) e, non ultimo, nel numero degli accosti registrati che toccano quota 230, vale a dire 34 in più rispetto al 2018.

Porto di Monopoli:  esplodono le crociere nel porto bomboniera del sistema. Nell’anno appena trascorso si è registrato un +90.4% di aumento dei transiti dei croceristi che conferma sempre più l’importanza dello scalo per il settore turistico regionale.

Positive le performance delle altre tipologie di traffico. Nel 2019 si sono registrati 133 accosti (33 in più rispetto all’anno precedente) e una movimentazione complessiva di 517.842 tonnellate, il 34.3% in più rispetto al 2018. Le rinfuse liquide segnano un’impennata addirittura del più 80% (trattasi prevalentemente di oli vegetali e biodiesel). Buona la performance registrata, anche, dalle rinfuse solide (+5.5%), rappresentate principalmente da derrate alimentari, minerali/cementi, calci e da prodotti chimici.

Porto di Barletta: nel 2019 si sono registrati 186 accosti (5 in meno rispetto al 2018), si sono movimentate poco più di 800.000 tonnellate (-8% circa dell’anno precedente)

Porto di Brindisi: restano stabili i dati, rispetto al 2018. Nell’anno appena trascorso si sono avuti 1.812 accosti, dato praticamente invariato rispetto all’anno precedente che si rapporta ad un calo complessivo del -6.1% delle merci movimentate (7.460.776 di tonnellate). Tale flessione è verosimilmente influenzata dalla diminuzione della movimentazione dei prodotti petroliferi e del carbone. Poco, infatti, possono influire sul totale i sensibili aumenti registrati, invece, delle general cargo (+98.850) dei minerali/cementi e calci (+460.704 tons), dei prodotti petroliferi gassosi (+40.000 tons) e, in misura minore, dei prodotti chimici e metallurgici.

Nel porto di Barletta il calo dei traffici è connesso alla limitazione della infrastruttura, e pertanto i dragaggi, l’abbattimento dei silos e la connessa riqualificazione della banchina, la manutenzione straordinaria delle banchine operative, lo spostamento dei depositi di carburante e la nuova stazione per le crociere, tutte opere in corso di cantierizzazione – commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi permetteranno di recuperare, a breve, cospicui volumi di traffico. Per Brindisi – che soffre una crisi connessa al mutamento del ciclo produttivo della centrale Enel – è invece necessario assecondare, attraverso una decisa infrastrutturizzazione, l’evoluzione dello scalo, conformemente alla propria storica vocazione, in una prospettiva polifunzionale: turistica, industriale e gateway commerciale. Le opere programmate, i cui tempi di realizzazione – grazie alla condivisa programmazione con tutti gli stakeholders pubblici e privati, nonché alla attenzione dichiarata del governo – dovrebbero subire una forte accelerazione, ci consentiranno di rendere lo scalo strategico, competitivo e all’avanguardia nei mercati nazionali e internazionaliTra le opere strategiche per Brindisi si ricordano gli escavi e la struttura per il contenimento dei sedimenti; l’acquisto della stazione marittima privata e dei piazzali attigui, da riqualificarsi; la realizzazione di infrastrutture leggere a supporto del traffico extra Schengen, la  project review – al fine di poter gestire efficientemente anche il traffico con l’Albania – e l’indizione del relativo appalto per la realizzazione del terminal  passeggeri Le Vele; la realizzazione di un pontile a briccole e la ristrutturazione lato mare della ex stazione marittima. Le predette opere trovano copertura in finanziamenti a radice comunitaria afferenti ai programmi operativi interregionali, nazionali e regionali 2014/2020 e nell’Interreg Greece/Italye pertanto l’accelerazione della loro esecuzione è necessaria anche ad elidere il, concreto, rischio del definanziamento.”

Dall’1 gennaio 2020 permessi elettronici per accedere al Porto di Brindisi

08.01.2020 – Dallo scorso 1 gennaio l’accesso al porto di Brindisi è gestito da permessi elettronici dotati di barcode. Si tratta a di un sistema di ultima generazione che, oltre ad aumentare il livello di sicurezza negli scali, consente, a chi ne fa richiesta e ne ha titolo, l’ottenimento del permesso in tempi immediati; mentre a Forze dell’ordine, personale della Security portuale e dell’AdSP MAM di avere contezza, in tempo reale, delle presenze in ambito portuale.

Accedere al servizio è assolutamente semplice. Gli aventi diritto, non ancora iscritti sulla piattaforma, possono registrarsi al PCS GAIA https://gaia.adspmam.it.

Gli interessati hanno facoltà di richiedere autorizzazioni di accesso per uno o più mezzi/persone nel porto di Brindisi. Le credenziali vengono rilasciate esclusivamente ad utenti autorizzati ad operare nell’area di security interessata. Solo per il primo accesso l’utente dovrà, preliminarmente, procedere alla richiesta di registrazione, compilando il form disponibile attraverso il link “Nuovo utente”. Dopo la fase di registrazione, e a valle delle conseguenti verifiche da parte dell’Ufficio competente, si riceverà una e-mail di conferma o di diniego della richiesta.

Brindisi, porto sempre più smart– commenta il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi. L’imponente infrastruttura informatica di cui è dotato, e che ci fa essere esempio di best practice tra le AdSP in Italia, ci consente di apportare continui upgrades nelle performance dei nostri porti, con l’obiettivo di agevolare gli utenti, le cui richieste vengono processate tempestivamente, ma anche il lavoro degli operatori di Security portuale.

            Si è aperta una nuova era,- continua Patroni Griffi- quella delle “smart borders”, le frontiere intelligenti, in cui le procedure amministrative  sfruttano le moderne tecnologie digitali 4.0 (Internet of things – IoT, Blockchain, intelligenza artificiale). Un processo che già ci sta portando alla completa digitalizzazione dei procedimenti di imbarco e di sbarco, di ingresso e di uscita dai nodi portuali (Gate automation); della verifica sul processo logistico di stoccaggio e controllo merci; e del pagamento delle tasse di ancoraggio e portuali. Un processo virtuoso- conclude il Presidente– che ci consentirà di ridurre, se non eliminare, le diseconomie di scala che naturalmente si creano in un porto.”

Unitamente alla realizzazione e al completamento dei nuovi accosti di Sant’Apollinare e della relativa viabilità, una volta a regime e non appena l’area sarà resa fruibile, il nuovo sistema permetterà ai cittadini l’accesso all’area archeologica di Sant’Apollinare, il cui recupero alla pubblica fruizione andrà di pari passo con la realizzazione dei nuovi ormeggi.

Le verifiche dei permessi elettronici, presso i varchi portuali, sono effettuate con palmari in dotazione alla guardia particolare giurata presente al varco. I palmari sono collegati Wi-Fi, al sistema GAIA. Mediante la lettura del barcode con il palmare, sarà il sistema GAIA GATE a controllare, in tempo reale, il tipo di autorizzazione, il varco, l’inizio e la fine validità, il numero di accessi o la verifica se un’autorizzazione è stata revocata.

Nel porto di Brindisi, il sistema si integra perfettamente con la control room, l’infrastruttura informatica complessa a supporto della security, attiva dallo scorso giugno.

Porto di Bari: approvata variante al PRP per riqualificare Molo San Cataldo e Darsena di Ponente

20.12.2019 – Il Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, riunitosi giovedì 18 dicembre, ha adottato all’unanimità la Variante localizzata del Piano Regolatore Portuale, finalizzata alla riqualificazione del Molo S. Cataldo, al potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto e al miglioramento della operatività nella Darsena di Ponente.

Obiettivo dell’Ente portuale, valorizzare le potenzialità economiche, commerciali e turistiche dello scalo, creando una ricucitura funzionale e fisica tra porto e città.

Gli interventi previsti per il Molo San Cataldo, perseguono lo scopo di realizzare la qualificazione funzionale di un ambito portuale attualmente sottoutilizzato con il duplice obiettivo di potenziare le infrastrutture asservite alla sede logistica di Bari del Corpo delle Capitanerie di Porto e, contemporaneamente, realizzare un bacino da destinare alla nautica da diporto.

L’intervento previsto per la Darsena di Ponente, invece, consiste nella realizzazione di un pontile, necessario a migliorare e potenziare l’operatività della stessa, mantenendo la tipologia di traffico attuale consistente in RO-PAX e navi da crociera.

Lo scorso 17 dicembre, la Giunta comunale di Bari aveva deliberato la disponibilità ad intraprendere, per quanto di competenza, le azioni necessarie al perfezionamento della procedura di Variante localizzata al vigente Piano Regolatore Portuale, passaggio questo prodromico all’adozione, da parte dell’Organo deliberativo dell’AdSP MAM, della Variante.

La perfetta sinergia e la fattiva intesa con l’Amministrazione comunale di Bari ci hanno portato, in tempi brevissimi, ad avere gli strumenti per procedere con interventi infrastrutturali di grande portata che riqualificheranno, potenzieranno e miglioreranno la funzionalità del porto di Bari- commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi. Due aree che riteniamo strategiche e che saranno maggiormente messe al servizio della Città e del territorio. Si tratta– conclude Patroni Griffi- di una serie di azioni assolutamente coerenti con le linee di sviluppo richiamate nel Documento di Pianificazione Strategica di Sistema Portuale.”

La Variante localizzata del Piano Regolatore Portuale prevede i seguenti interventi:

  • Sul molo San Cataldo in tre nuovi punti di ormeggio per la lunghezza di circa 400 metri. Le restanti superfici saranno destinate: 1) Guardia Costiera; 2) Approdi turistici.
  • nella Darsena di Ponente, un pontile idoneo all’ormeggio di due navi RO-PAX che possono aprire il portellone di poppa sulla banchina 11.