Dalla Cina 10000 mascherine per i lavoratori del porto di Trieste

24.03.2020 – China Communications Construction Company ha donato al porto di Trieste 10 mila mascherine protettive. Sugli imballi un messaggio di solidarietà e incoraggiamento: “Nella stessa barca contro l’epidemia. In cuore viva sempre la nostra amicizia”. In un momento di difficoltà per il reperimento dei dispositivi protettivi, vince la generosità della Cina. “Ci siamo mobilitati subito per la ricerca del materiale sanitario protettivo, difficile da trovare in Europa – ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Zeno D’Agostino. “Grazie al supporto di CCCC siamo riusciti a far arrivare nel più breve tempo possibile le mascherine necessarie ai lavoratori”.

CCCC si è fatta carico non solo della fornitura, ma anche della spedizione via cargo aereo: un carico di 6 mila mascherine è partito da Pechino in due lotti da 3 mila pezzi. Il primo è già arrivato la settimana scorsa alla Torre del Lloyd ed è stato distribuito ai lavoratori, il secondo è stato sdoganato all’aeroporto di Venezia e arriverà nei prossimi giorni a Trieste. Successivamente verrà spedita l’ultima parte. Il porto di Trieste mantiene dunque la piena operatività, nonostante l’emergenza del Coronavirus.

“Di questo dobbiamo ringraziare i lavoratori e la comunità portuale e tutti quelli che sono in prima linea, impegnandosi quotidianamente nel porto e nel sistema logistico regionale” ha rimarcato D’Agostino. “I traffici non si sono fermati. Continuano ad attraccare le navi provenienti dal Mediterraneo e dal Far East, anche se vi è stata una rimodulazione dei servizi oceanici”. “Stiamo facendo il possibile per reagire a questa emergenza. Abbiamo adottato tutte le misure specifiche per assicurare la tutela e la salute dei lavoratori e, al contempo, il regolare svolgimento delle attività portuali”.

Coronavirus, Daniele Rossi (Assoporti) rassicura: scali portuali monitorati di continuo

26.02.20 – “Confermo che i porti sono costantemente monitorati dalle autorità sanitarie, tramite gli uffici di sanità marittima, con la collaborazione della Capitaneria di Porto, l’Autorità di sistema portuale e tutte le istituzioni. Le merci non sono veicolo per il COVID-19, e per quanto riguarda il traffico passeggeri sono in atto controlli sanitari dedicati.” E’ quanto dichiara oggi, Daniele Rossi, Presidente di Assoporti a seguito dei provvedimenti assunti nelle regioni del nord, a causa della diffusione del coronavirus in alcune zone settentrionali. Con l’obiettivo di scambiare informazioni e adottare misure e prassi condivise e coordinate tra tutti i principali porti, l’Associazione ha deciso di convocare una riunione in videoconferenza questa mattina. Si tratta di un conclave di funzionari e dirigenti che lavorano quotidianamente sulle questioni operative nei porti, che hanno avuto modo di collegarsi tutti insieme con Assoporti.

“Vogliamo essere utili per fronteggiare al meglio questo periodo. Sono certo che tutti insieme possiamo trovare una linea comune che sia utile per evitare anche ingiustificati allarmismi, che, come già detto, sarebbero molto dannosi per l’economia. Al tempo stesso, stiamo valutando se inoltrare una richiesta ai ministeri dei trasporti e della salute per eventuali direttive nazionali su comportamenti comuni specifici, nel caso dovessero protrarsi gli effetti delle ordinanze regionali. Intanto, stiamo lavorando secondo le indicazioni della circolare del Ministero della salute che contiene indicazioni e suggerimenti generali.”

A seguito dell’incontro, il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, commenta: “in linea con le direttive ministeriali e con quanto deciso in sede di Assoporti, nei porti dell’Adriatico meridionale abbiamo già provveduto ad effettuare la disinfezione straordinaria dei nostri terminal; abbiamo acquistato detergenti disinfettanti, collocati nelle aree di accoglienza dei nostri porti, a disposizione di passeggeri e operatori. Abbiamo avviato, inoltre, un continuo scambio di informazioni con gli uffici della Sanità marittima per seguire l’evolversi della situazione. Una serie di misure di sicurezza, a protezione dello sviluppo e dell’economia dei nostri territori.”

Siglato accordo fra i porti di Trieste e Baku

24.02.20 – Un memorandum d’intesa fra l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e la compagnia pubblica che gestisce il Baku International Sea Trade Port, è stato firmato nel corso del Business Forum Italia-Azerbaijan tenutosi venerdì scorso alla Farnesina e aperto dal presidente della Repubblica dell’Azerbaijan, Ilham Aliyev, in visita ufficiale in Italia, e dal ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio.

L’accordo formalizza una cooperazione, in parte già avviata, fra il porto della capitale azera, e quello di Trieste, idealmente posizionati sulla direttrice di traffico trans-caspica. Area in forte crescita, in quanto parte del sistema delle nuove rotte globali a sud della Russia, che congiungono Estremo Oriente e Europa Occidentale, sfruttando anche il potenziale delle nuove infrastrutture ferroviarie dell’Azerbaijan, come le linee con la Georgia Baku-Batumi o quelle con la Turchia Baku-Kars. In questo quadro, lo scalo di Baku, il più grande del Paese, con i nuovi investimenti nella zona di Alat, e quello di Trieste, risultano in una posizione strategica di cerniera mare-terra, rispettivamente nella zona Centrasiatica e Europea.

Tra gli obiettivi della firma, quelli di sviluppare non solo sinergie nel campo dei traffici e dei servizi logistici integrati marittimi e ferroviari, ma anche attività di trasferimento di conoscenze e buone pratiche, in ambiti quali la gestione delle free trade zones, l’ICT, training del personale e sviluppo di politiche portuali innovative mirate alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza. “Ambiti nei quali, – sottolinea Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale – il porto di Trieste possiede un posizionamento altamente qualificato che risulta di elevato interesse per partner stranieri collocati in aree in sviluppo”.

“Le relazioni con il porto di Baku – conclude D’Agostino – si sono ulteriormente rafforzate proprio grazie a questo memorandum, che rappresenta una nuova occasione di sviluppo delle politiche di internazionalizzazione del nostro sistema portuale nell’ambito delle reti globali”.

Sull’importanza della nuova partnership si sofferma anche Taleh Zyadov, direttore del porto di Baku: “Il protocollo che abbiamo firmato con Trieste – apre nuove opportunità per entrambi i porti che fungeranno da hub determinanti nel corridoio centrale che collega la Cina e l’Europa attraverso l’Azerbaijan”.

Diversi interventi in sala durante il forum di ieri, ad iniziare da quello del presidente dell’ICE, Carlo Ferro, hanno più volte richiamato proprio il ruolo chiave di Trieste e di Baku, nel quadro di crescita delle relazioni economiche bilaterali e di traffico dell’area. L’Azerbaijan, con 10 milioni di abitanti ed un PIL di oltre 48 miliardi, sta portando avanti la sfida di diversificare la sua economia dal petrolio che ne rappresenta circa il 35%, diventando un hub commerciale, posizionandosi come crocevia per gli scambi tra Europa e Cina ed Asia meridionale e Russia. In quest’ottica, le risorse del Paese saranno nei prossimi anni prevalentemente investite in infrastrutture stradali, portuarie e ferroviarie.

All’evento erano presenti circa 90 rappresentanti azeri di imprese appartenenti a diversi settori (agroindustria, infrastrutture, energia, ICT, tessile ecc.) mentre da parte italiana circa 170 imprese ed enti.

Porti dell’Alto Adriatico: nuove azioni condivise per pesare in Europa

14.02.20 -I porti membri dell’associazione Napa, North Adriatic Ports Association, si sono riuniti stamane nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale veneziana, cui spetta la presidenza semestrale.

Presenti, tra gli altri, anche il presidente dell’Autorità giuliana Zeno D’Agostino, il presidente del porto di Koper Dimitrij Zadel, Alberto Squarzina per il porto di Ravenna e Ivan Jaksic, per il porto di Rjieka.

Tra i vari temi all’ordine del giorno è emersa con forza la volontà condivisa dei membri di presentarsi ai TEN-T Days, che si terranno il prossimo maggio in Croazia, portando all’attenzione delle autorità europee delle richieste unitarie.

Il presidente Adsp del Mare Afriatico Settentrionale Pino Musolino (nella foto) ha dichiarato: “I cinque porti dell’Alto Adriatico costituiscono il gateway naturale per il continente europeo delle merci in transito da e verso il Medio e l’Estremo Oriente, movimentando annualmente oltre 100 tonnellate. Riteniamo fondamentale presentarci uniti all’importante appuntamento dei TEN-T Days, superando così la logica dei campanili e valorizzando la complementarietà dei nostri scali. Solo così potremo avere un peso contrattuale in sede di revisione delle reti transeuropee e di allocazione delle risorse previste dalla direttiva CEF2”.

Trieste nel 2019 primo porto italiano per tonnellaggio totale

13.02.20 – Nel 2019 Trieste si conferma primo porto d’Italia con 62.000.000 di tonnellate movimentate, a cui si aggiungono 4.000.000 dello scalo di Monfalcone.

L’anno appena concluso ha messo a segno due importanti traguardi. Da un lato il traffico container ha registrato lo sviluppo più dinamico, toccando i 790.000 TEU con un incremento del +9% sul 2018. Si tratta del record storico per il porto, oltre che dell’aumento più alto fra tutti i settori merceologici. Dall’altro il traffico ferroviario, già fortemente irrobustito negli ultimi anni, porta al consolidamento dei dati raggiunti nel 2018, arrivando al traguardo di 10.000 treni e 210.000 camion tolti dalla strada. “Per quanto riguarda i treni – afferma il presidente dell’AdSP Zeno D’Agostino – i risultati raggiunti in questi anni sono stati estremamente incoraggianti, sia dal punto di vista della performance che ha portato al raddoppio dei numeri dal 2014 ad oggi da 5.000 a 10.000 treni, sia per quanto riguarda il percorso di investimenti futuri nel settore ferroviario che ammontano a 200 milioni di euro. Ora si aprono nuove sfide. Già nel 2019 sono partiti i cantieri di Campo Marzio. Ma il 2020 sarà l’anno dell’avvio dei lavori più importanti”.

Va rilevato che nel settore dei container, il 56% del traffico sbarcato o imbarcato a Trieste nel 2019, ha usato la ferrovia. Questa quota è in continua crescita e già oggi supera la quota che l’UE ha posto come obiettivo del traffico ferroviario europeo di merci per il 2050 (che è del 50%). Anche nel settore delle autostrade del mare, nonostante la contrazione dei traffici, la ferrovia sta acquisendo un valore rilevante: il 29% di tutti i camion imbarcati o sbarcati a Trieste (principalmente da/verso Turchia) nell’anno appena concluso, sono stati trasferiti su treno. Per quanto riguarda i singoli settori merceologici, stabili le rinfuse liquide che si attestano sopra a 43.000.000 di tonnellate movimentate (+0,30%). In crescita il settore delle rinfuse solide che registra un incremento del +3% con 1.700.000 tonnellate movimentate.

Rallentano invece le merci varie (-5%), in discesa a causa del risultato negativo del comparto Ro-Ro (-24%) che passa da 299.000 unità transitate nel 2018 a 228.000 nel 2019. Tale risultato ha portato alla lieve flessione (-1%) dei volumi totali del porto da 62.600.000 a 62.000.000.

Il porto di Trieste partner della tedesca TUM International, società del Politecnico di Monaco di Baviera

04.02.20 – TUM International, compagnia di sviluppo della Technical University of Munich, il rinomato politecnico di Monaco di Baviera che vanta il primato in Germania per le discipline tecniche, sceglie il porto di Trieste come partner dal punto di vista strategico.

Siglato ieri nella sede della Regione Friuli Venezia Giulia il Memorandum of Understanding tra porto di Trieste, TAL-SIOT (Società Italiana per l’Oleodotto Transalpino), Camera di Commercio Italo-Tedesca e TUM International, che mette in moto un Centro di competenze per la portualità e la logistica dell’energia. Obiettivo, quello di sviluppare progetti innovativi volti alla creazione di valore facendo rete con il sistema produttivo bavarese e tedesco, in una prospettiva di crescita sostenibile.

“Dal punto di vista strategico il porto di Trieste ha raggiunto un profilo di standing internazionale – ha commentato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino – e questo accordo dà testimonianza e merito proprio alla capacità del nostro scalo di essere un punto di riferimento all’estero, anche per il mondo tedesco”.

Tra i vari ambiti, il Centro di competenze si focalizzerà sul comparto del trasporto delle rinfuse liquide, vista la rilevanza nel settore ricoperta da SIOT e dal porto di Trieste, che mantiene il titolo di primo scalo petrolifero del Mediterraneo. Proprio su questo filone di collaborazione è già realtà il primo progetto di consulenza negli Stati Uniti, denominato “Seahawk”, che coinvolge un primario porto del Texas, con il coordinamento diretto della società TUM International per la realizzazione di nuove infrastrutture portuali e un oleodotto per favorire l’esportazione del petrolio prodotto nel retroterra del porto texano.

Il progetto prevede un supporto in termini di trasferimento di know-how da parte della collaborazione Trieste-Baviera nei confronti del porto USA, e apre interessanti prospettive per il rafforzamento del ruolo di Trieste nel crescente export di greggio texano, sempre più richiesto per le sue caratteristiche di minore impatto ambientale, ad esempio nel campo della produzione di combustibili per il trasporto marittimo. Da rilevare che poche settimane fa si è tenuta la prima visita da parte di una delegazione texana presso la sede dell’Authority e gli impianti della TAL-SIOT, per l’avvio concreto della prima fase progettuale.

“La partnership con TUM, operativa da subito con questo importante progetto negli Stati Uniti, non si ferma al rapporto con il Texas. Collaboreremo anche per altri piani di sviluppo portuale su scala internazionale” – spiega ancora D’Agostino.

Nell’ambito del Memorandum si sta strutturando infatti una possibile collaborazione fra TUM International e l’Autorità di Sistema per la creazione di modelli digitali del territorio e di nuovi impianti portuali, che permetteranno di ottimizzare i piani gestionali orientati a diversi obiettivi, fra cui quelli della sicurezza, del monitoraggio e della difesa ambientale. Lo scalo giuliano si pone come driver di sviluppo puntando dunque all’innovazione tecnologica, grazie ad un accordo che proietta su scala internazionale non solo il porto, ma tutto il territorio. La firma odierna si inserisce proprio nell’ambito delle relazioni istituzionali da sempre promosse tra la Regione Friuli Venezia Giulia e il Land tedesco, e rimarca il grande interesse della Baviera nei confronti del porto di Trieste, che ne rappresenta non solo il naturale sbocco a mare, ma anche un potenziale partner per progetti internazionali.

Dall’U.E. 45 milioni per lo sviluppo del porto di Trieste

24.12.2019 – L’Unione Europea sostiene lo sviluppo del porto di Trieste con 45,5 milioni di euro di nuove risorse. La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha firmato venerdì scorso a Trieste un prestito di 39 milioni con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, a cui si aggiungono 6,5 milioni da parte della UE con i fondi CEF (Connecting Europe Facility) nell’ambito del progetto TriesteRailPort. Trieste è il primo porto ferroviario in Italia dotato di una rete interna (70 km di binari) che si collega con le reti nazionali e internazionali e consente a tutti i moli di essere serviti su rotaia, con la possibilità assemblare treni merci direttamente nei vari terminal. Più di 400 treni al mese collegano il porto di Trieste alle aree manifatturiere e industriali dell’Italia nord-orientale e dell’Europa centrale, con destinazioni diverse come Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Svizzera e Lussemburgo. Il progetto al centro del finanziamento comprende due diversi componenti, entrambe legate all’aumento di capacità ed efficienza delle operazioni ferroviarie nell’area di servizio portuale: 1) la ridefinizione del layout ferroviario del porto per consentire la piena operatività degli accessi ferroviari a più treni contemporaneamente di lunghezza fino a 750 metri; 2) il ripristino dei raccordi ferroviari industriali per le aree Wartsila ed ex Aquila. Per la BEI l’operazione rientra nei filoni tradizionali di attività, sia come progetto delle reti europee di trasporto (Trans European Network-Transport), sia per le rafforzate politiche ambientali, che puntano al sostegno di investimenti che contrastano i cambiamenti climatici. Per quanto riguarda gli aspetti occupazionali, è stimato che durante la realizzazione dei lavori ci sarà un incremento di circa 400 persone per anno. L’Unione Europea è intervenuta direttamente con il contributo del fondo CEF, lo strumento finanziario diretto a migliorare la qualità delle reti europee nei settori del trasporto, dell’energia e delle telecomunicazioni. Per Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale: “Questo finanziamento dimostra l’interesse e l’attenzione che l’UE ha per il porto di Trieste, un hub strategico e dinamico che sta investendo molte risorse nel settore ferroviario e quindi su una modalità di trasporto sostenibile”. Andrea Clerici, responsabile della sede italiana della BEI, ha dichiarato: “Questa è un’operazione significativa per la BEI per due motivi. Da una parte rientra a pieno titolo nel sostegno ai progetti ambientali; dall’altra rafforza il nostro impegno nel cruciale settore dei porti: nove operazioni negli ultimi anni per circa 600 milioni”.