Crisi al Porto di Brindisi, gli operatori chiedono lo sblocco delle opere minori e poteri speciali per l’AdSP

21.02.20 – Si è tenuta oggi, negli uffici dell’AdSP MAM di Brindisi, una partecipata e condivisa riunione, diretta prosecuzione del confronto già aperto sia in sede locale che sui tavoli ministeriali, per affrontare la crisi che affligge il porto di Brindisi e le sue immediate ricadute sull’economia del territorio.

All’incontro, presieduto dal presidente dell’Ente, Ugo Patroni Griffi, erano presenti: il sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi; il vice comandante della Capitaneria di porto, Francesco Stagira; l’onorevole Anna Macina; il consigliere regionale, Gianluca Bozzetti; Michele Di Leone , Dipartimento Sviluppo Economico Regione Puglia; i presidenti Domenico Bianco e il dirigente Giorgio Rubino, Consorzio Asi, Patrick Marcucci e il vice Angelo Guarini, Confindustria, Alfredo Malcarne, Camera di Commercio, Pierluigi Francioso, ANCE, Franco Gentile CNA; Antonella Vincenti, Puglia Sviluppo; i servizi tecnico nautici del porto, la ditta Fratelli Barretta (rimorchiatori), il comandante del Corpo Piloti del porto, Leo Morolla; le Organizzazioni Sindacali, Antonio Macchia, CGIL, Antonio Licchello UIL, Antonio Castellucci CISL, Gianfranco Argese e Santino Guadalupi FILT CGIL Brindisi, Danilo Binetti, FILT CGIL Puglia, Antonio Baldassarre UST CISL TA/BR; Antonio Catanzaro, Avvisatore Marittimo; Adriano Guadalupi Federspedi; Teo Titi, Associazione O.P.S; Giacomo Minervini e Marcello Gorgoni, RACCOMAR; Salvatore Pinto e Derio Donnicola ANCIP; e Teodoro Muscogiuri, STP Brindisi.

A seguito dell’articolato e complesso dibattito, si è convenuto che il principale obiettivo, comune e immediato, risulta essere lo sblocco di tutte le opere minori, già pronte per essere realizzate.

Tra le priorità, inoltre, c’è sicuramente la stagione crocieristica 2020 che rischia di essere cancellata, nonostante i 57 scali già calendarizzati, per via delle nuove misure di security, indispensabili per i porti (installazione di apparati radiogeni per lo screening di passeggeri e bagagli), che richiedono un ricovero da autorizzarsi. Nel breve periodo, inoltre, si è deciso di accelerare il processo di realizzazione delle opere strategiche già previste dal Piano Regolatore Portuale, prime tra tutte, dragaggi e accosti.

Al fine di superare l’attuale empasse, inoltre, il tavolo, ha scelto di formulare una richiesta, direttamente al Governo centrale perché possa valutare la possibilità di conferire al Presidente dell’AdSP o al Sindaco gli stessi poteri speciali riconosciuti al Sindaco di Genova (per la ricostruzione in tempi celeri del ponte Morandi) e al Presidente del porto di Taranto (per la questione ILVA).

Al Governo si chiederà, inoltre, di consentire l’avvio immediato delle ZES, attraverso le nomine mancanti e la realizzazione della Zona Doganale Interclusa; l’adozione per il porto di Brindisi delle stesse misure previste per il porto di Trieste (per incentivare il traffico dei rotabili); l’approvazione immediata del Documento Pianificazione Strategica, passo fondamentale per la successiva redazione del nuovo Piano Regolatore Portuale di Brindisi; il riconoscimento dello scalo messapico come porto CORE, all’interno dell’estensione di una delle attuali Reti Ten T.

Infine, per scongiurare un collasso occupazionale ed economico, saranno, avviati nel più breve tempo possibile, incontri di programmazione con Enel, per l’adozione di misure compensative al processo di decarbonizzazione.

ZES Interregionale Adriatica: Il porto di Brindisi si avvale dei benefici fiscali e amministrativi

20.01.20 – Con la formale istituzione della Zona Economica Speciale Interregionale Adriatica possono finalmente iniziare a cogliersi le grandi opportunità rappresentate da notevoli benefici, in termini fiscali e di semplificazione amministrativa, contenute in tale strumento volte come sono a determinare un significativo impulso alla crescita economica e occupazionale nel territorio di riferimento.

Il cosiddetto “Decreto Semplificazioni” – nr. 135 del 14 dicembre 2018, (convertito con modificazioni dalla legge 11 febbraio 2019, nr.12) – per le zone logistiche semplificate – ZLS – disciplina diversi criteri derogatori alla normativa vigente: dall’abbattimento di un terzo dei termini, di cui agli articoli 2 e 19 della legge 241/90, di quelli previsti dal d.lgs 152/2006 in materia di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), VAS (Valutazione Ambientale Strategica), AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), dei termini contenuti nel d.lgs 42/2004 e dPR 31/2017 in materia di autorizzazione paesaggistica, dei termini di cui al dPR 380/2001 in materia di edilizia e della legge 84/94 in materia di concessioni demaniali portuali fino all’abbattimento della metà dei termini previsti nelle Conferenze dei Servizi da indirsi ai sensi dell’articolo 14 – bis della legge 241 del 1990 preordinate all’acquisizione delle autorizzazioni, licenze, permessi, concessioni, nulla osta o altri atti di assenso comunque denominati.

Proprio tale ultima disciplina derogatoria, a valere anche quale test della reale valenza delle semplificazioni in questione, è stata posta in essere per la prima volta dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, in occasione della Conferenza dei Servizi in modalità asincrona, datata 16 gennaio 2020, per l’approvazione del progetto definitivo, ai sensi dell’art.27, comma 1 del d.lgs 50/2016, riferito alla realizzazione della vasca idrica di accumulo a Costa Morena Est nel porto di Brindisi.

Infrastruttura questa, di corredo della piastra intermodale ultimamente realizzata, volta a rendere notevolmente più efficace il funzionamento dell’impianto idrico nell’area, composta com’è da un sistema di disconnessione tra l’alimentazione di acqua potabile dell’ente fornitore (AQP) e l’utente finale (navi) tramite la realizzazione di riserva idrica della capacità utile pari a 400 mc attrezzata di una stazione di spinta.

Porti di Roma e del Lazio: presto l’istituzione della ZLS

18.12.2019 – Proseguono celermente i lavori del Gruppo per l’istituzione delle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) relativamente all’area portuale del Tirreno Centro Settentrionale. Riunitosi per la prima volta lo scorso 27 giugno presso la sede della Regione Lazio, nell’incontro di giovedì si sono definiti, conformemente a quanto indicato dal DPCM n. 12/2018, i vari aspetti che dovranno essere inseriti nel Piano di Sviluppo Strategico.

Il Gruppo di lavoro, i cui 12 componenti provengono dall’AdSP, dalla Regione, da Unioncamere, Unindustria e ANCI Lazio con il coordinamento del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo, ha fino ad oggi affrontato temi inerenti l’identificazione delle aree da inserire all’interno delle ZLS, delle attività da promuoversi al loro interno con l’individuazione delle semplificazioni amministrative e i vari aspetti finanziari e politiche di marketing territoriale, l’analisi dell’impatto sociale ed economico atteso dalla loro istituzione nonché lo Sviluppo di una Zona Doganale Interclusa e dei Corridoi doganali.

Entro il mese di marzo 2020, la SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), che ha svolto la stessa attività per l’istituzione delle Zone Economiche Speciali (ZES) della Puglia e della Campania, presenterà il Piano di Sviluppo Strategico che sarà trasmesso alla Regione Lazio la quale, una volta adottato con delibera di Giunta, lo trasmetterà alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’approvazione. A quel punto l’iter per l’istituzione della Zona Logistica Semplificata potrà dirsi completato.

“Sono soddisfatto dei risultati fino ad oggi raggiunti dal Gruppo di Lavoro e mi auguro che, entro la prossima estate, le Zone Logistiche Semplificate del Tirreno Centro Settentrionale possano diventare una realtà”, dichiara il numero uno di Molo Vespucci.

“L’imminente istituzione della Zona Logistica Semplificata è di fondamentale importanza per i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta poiché per il suo ruolo significativo nel percorso di sviluppo e riqualificazione dei tre porti del network laziale”. “Creando, infatti, le condizioni favorevoli per l’attrazione di nuovi investimenti nelle aree in questione, curando al contempo la riduzione degli impatti ambientali, le ZLS contribuiranno alla competitività, alla crescita economica e all’incremento del livello occupazionale dell’intero cluster portuale e logistico laziale e, di conseguenza, dell’intera regione Lazio”. “Ed è in ragione di questo che, per dare concretezza alla realizzazione della ZLS secondo i principi operativi indicati dalla Regione Lazio nella delibera del 30 ottobre 2018, tra cui rientra lo sviluppo dell’intermodalità trasversale e l’integrazione dei corridoi trasversali tirreno- adriatici e della Blue Economy, stiamo portando avanti non solo le opere di infrastrutturazione marittima dei tre porti del Lazio (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) ma anche i progetti volti a potenziare i collegamenti ferroviari, come il cosiddetto ultimo miglio ferroviario”, il cui bando di aggiudicazione per la progettazione è in fase di pubblicazione grazie anche alla recente firma del grant agreement con la Commissione Europea per l’assegnazione del contributo a fondo perduto di quasi 4 milioni di euro”, conclude il presidente dell’Authority.

ZES e ZLS: Assoporti delega il presidente dell’Adsp dell’Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi.

18.12.2019 – Il presidente di AdSP MAM, Ugo Patroni Griffi, è stato delegato dal presidente di Assoporti, Daniele Rossi, a gestire, a livello nazionale, la materia Zone Economiche Speciali e Zone Logistiche Speciali.

La decisione rientra nell’ambito di un processo di riorganizzazione messo in atto dall’Associazione che riunisce tutti i porti d’Italia, finalizzata a rilanciarne ruolo e presenza in maniera maggiormente capillare ed efficace.

Si tratta di una delega operativa, la cui decisione è stata assunta nel corso dell’Assemblea degli associati a Venezia

E’ un incarico che mi onora e che mi sprona ulteriormente a percorrere il sentiero della sinergia e della condivisione– commenta il presidente Patroni Griffi. Sono da sempre convinto che ZES e ZLS possano costituire davvero il volano di rilancio dell’economia del sud ItaliaDobbiamo creare laboratorio in cui promuovere e sperimentare nuovi modelli di produzione, basati sul paradigma dell’economia circolare (blue economy) e sui principi della riduzione dell’utilizzo delle risorse naturali, del riciclo e del riutilizzo di scarti e sottoprodotti. Per realizzare appieno le potenzialità che ci vengono fornite da questi strumenti e per attrarre nuovi investitori, soprattutto stranieri, ritengo sia fondamentale la sinergia. Con questa delega, conclude il Presidente, potremo mettere in campo tutta una serie di azioni per coinvolgere in questo processo più Istituzioni, Enti, associazioni, stakeholders attraverso il sostegno e la spinta propulsiva dei porti del sistema Italia.”

Sono 9 le deleghe assegnate e che riguardano una rosa di argomenti importanti e attuali, sui quali è attualmente impegnata l’associazione: infrastrutture, CIPE, e organizzazione Assoporti; informatica e digitalizzazione; relazioni europee; sviluppo distretti industriali; Zone Economiche Speciali e Zone Logistiche Speciali; relazioni internazionali; concessioni demaniali e di servizi; aiuti di Stato e tassazione dei porti e intermodalità e nodi logistici.