Terminati gli scavi, ora a Venezia anche portacontainer da 8500 Teus

Replica di Musolino al Sindaco: Non siamo in URSS dove il pubblico controlla il mercato

13/06/18 – Adesso il porto di Venezia potrà accogliere anche navi portacontenitori da 8500 TEU. E’ la conseguenza dei lavori di adeguamento del Bacino di Evoluzione n.3 lungo il canale Malamocco marghera, avviati il 23 aprile scorso e che ora si sono conclusi, nel corso dei quali sono stati scavati e rimossi di circa 80 mila mc di sedimenti.

Quello del traffico delle merci containerizzate è uno dei settori in cui il porto di Venezia (la cui rilevanza strategica è confermata dall’impegno delle compagnie della Ocean Alliance a garantire il servizio con frequenza settimanale) ha stabilito nel 2017 – si legge in una nota di Pino Musolino, presidente della Port authority «il suo record storico, superando i 611 mila teu movimentati. Trend che, nel corso del primo quadrimestre 2018, va ulteriormente migliorando: i traffici di contenitori infatti sono aumentati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso dell’1,3%.»

La nota precisa anche «che, la decisione relativa alla calendarizzazione delle unità da impiegare nel servizio non può essere in alcun modo influenzata dall’Autorità di Sistema Portuale, dipendendo totalmente dalla programmazione delle compagnie marittime con cui, ovviamente, l’Ente ha già avviato una proficua interlocuzione».

Musolino, approfitta dell’occasione per replicare al primo cittadino di Venezia che nei giorni scorsi aveva ripetutamente sollevato dubbi sull’operato dell’ente che presiede.

«Ringrazio il Sindaco Brugnaro – afferma – per la possibilità che ci offre di chiarire, ancora una volta, che gli escavi volti ad accogliere navi da 8500 TEU sono conclusi. Sono certo, sebbene non emerga dalle sue dichiarazioni, che, nel suo duplice ruolo di amministratore e di imprenditore, il Sindaco ha ben compreso come gli interventi infrastrutturali operati dagli Enti pubblici, in questo caso dall’Autorità di Sistema Portuale, sono volti ad aumentare la competitività dello scalo e che, parallelamente, il mercato risponde a tali interventi con logiche e tempi differenti».

«Non siamo nell’Unione Sovietica – prosegue Musolino – dove il pubblico decide cosa deve fare il privato e controlla il mercato. Sono lieto infine che, nel corso di un’intervista, egli abbia dichiarato di essere “rispettoso dei ruoli” e che «il compito di occuparsi di queste cose sia dell’Autorità Portuale (o meglio Autorità di Sistema Portuale) e non del Sindaco”».

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