Incontro Unione Piloti: “A ottobre tavolo di lavoro all’Isola della Maddalena”

 

A Jesi importante incontro con Capitanerie di Porto, Marina Militare e Rimorchiatori. Al centro i temi portanti della due giorni programmata per autunno

Jesi – “Il sistema portuale è un sistema complesso le cui criticità possono essere superate solo tramite la sinergia tra i diversi operatori, pubblici e privati, la quale – alla luce delle note deficienze infrastrutturali che caratterizzano i porti italiani e dei ritardi nell’adeguamento dei medesimi agli standard europei – rappresenta l’unica strada per conciliare il mantenimento degli elevati standards di sicurezza dei porti con la loro accessibilità ed efficienza. Nell’ambito del sistema portuale, un ruolo fondamentale deve essere riconosciuto al pilota di porto, il quale configura una sorta di “biglietto da visita” che l’Autorità presenta alle navi provenienti dal mare aperto; si tratta, infatti, di colui che, all’interno dei porti, accoglie le navi ed avvia il suo servizio il cui ruolo è definito minuziosamente dal legislatore, svolto sotto la regia delle Autorità, contribuendo al mantenimento della sicurezza nei porti partendo dall’alto mare”. Questa, la sintesi del Comandante Giuseppe Orrù, presidente dell’associazione Unione Piloti, che ha recentemente ospitato a Jesi, il 17 aprile u.s., un incontro per gli “addetti ai lavori” finalizzato alla creazione di un tavolo tecnico per individuare i temi da trattare nel convegno in programma a La Maddalena il prossimo ottobre.

L’incontro ha visto la partecipazione dell’Ammiraglio di Squadra Salvatore Ruzittu, Comandante delle scuole della Marina Militare (in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio De Giorgi), l’Ammiraglio Francesco Saverio Ferrara, Comandante delle Marche (in rappresentanza dell’Ammiraglio Vincenzo Melone Comandante Generale delle Capitanerie di Porto), il Segretario Generale dell’Autorità Portuale di Ancona, l’avv. Matteo Paroli, Sebastiano Galassi, in rappresentanza dei rimorchiatori del Gruppo Panfido, l’avv. Paola Barretta, in rappresentanza dei Rimorchiatori Fratelli Barretta, Pasquale Saponangelo in rappresentanza dei rimorchiatori Napoli, il dott. Massimo Mura AD del Gruppo Tirrenia, Il C.L.C. Francesco Patalano comandante di armamento della flotta Tirrenia, ed in rappresentanza del gruppo armatoriale Moby il C.L.C. Giuseppe Vicidomini, in qualità di moderatore l’avvocato marittimista Paolo Malaguti dello Studio Legale Malaguti & Partners.

Il comune denominatore di tutti gli interventi è rintracciabile nella condivisione delle problematiche riscontrate dai gruppi rappresentati, con particolare riferimento alla sicurezza del sistema portuale, la quale può trovare il suo humus solo per il tramite di un’attività di cooperazione fra gli operatori.  Secondo l’Ammiraglio Ruzittu il contributo sinergico alle varie attività di sicurezza che la Marina Militare può dare non può prescindere da una recuperata presenza delle “navi grigie” nei porti italiani. L’Ammiraglio Francesco Saverio Ferrara, ha attenzionato il pubblico sul delicato problema posto dal binomio elasticità/sicurezza, dove il bisogno dell’una deve necessariamente convivere con le esigenze di security portuale. Il Segretario Generale dell’AP di Ancona Matteo Paroli ha evidenziato come è estremamente necessario sfruttare al massimo le strutture esistenti ed in tal senso ha preso ad esempio le progettualità in fase di realizzazione nel porto di Ancona, assolutamente necessarie per lo sviluppo di qualsiasi porto italiano. Il porto di Ancona è riuscito, infatti, a realizzare le condizioni necessarie a consentire, il prossimo 27 maggio, l’approdo della più grande nave da crociera mai ospitata in Ancona, ovvero la Msc Sinfonia, avente una capienza di circa 2.500 passeggeri ed oltre 650 membri di equipaggio. Le procedure di ammodernamento analoghe a quella descritta sono suscettibili di determinare importanti ripercussioni economiche, tuttavia vengono troppo spesso rallentate da procedure burocratiche che ne ostacolano la realizzazione in tempi certi.

I rappresentanti dei rimorchiatori hanno sottolineato l’importanza che ricopre la loro funzione all’interno dei servizi tecnico-nautici, ribadendo la forte e costante sinergia con i piloti, inoltre hanno evidenziato il loro legame con le Autorità il tutto nell’interesse ultimo della sicurezza e degli armatori. In particolare l’avv. Barretta ha richiamato l’attenzione sulla tragica esperienza legata al soccorso della motonave Norman Atlantic, dove si è potuto avere conferma del valore del lavoro svolto in sinergia tra Marina Militare, Capitanerie di Porto e servizio di Rimorchio. Pasquale Saponangelo ha ricordato il salvataggio da parte dei rimorchiatori napoletani dei migranti della motonave Blue Sky M avvenuto nelle acque del porto di Gallipoli tra il 30 e 31 dicembre 2014. In quell’occasione, si è sottolineato, come la massima collaborazione tra la Marina Militare e la Capitaneria di Porto sia stata determinante per assicurare in tempi brevi sia l’intervento che la soluzione della crisi con il salvataggio di 800 vite umane.

Il valore aggiunto nei servizi tecnico nautici rappresentato dai rimorchiatori è stato ribadito anche da Sebastiano Galassi, il quale ha menzionato il salvataggio della nave Cambogiana SKY MAR nella rada di Chioggia: in quell’occasione l’apporto congiunto del servizio di pilotaggio e di rimorchio, coordinati dalla Capitaneria di Porto, ha evitato che la nave, in avaria, si infrangesse sul molo con importanti conseguenze umane ed ambientali. I rappresentanti dei rimorchiatori hanno convenuto che dalle moderne sfide, in un contesto caratterizzato da una fortissima concorrenza con multinazionali estremamente competitive, ci si può difendere solo con significativi investimenti nel patrimonio aziendale altrimenti si viene condannati a scomparire. L’AD di Tirrenia Massimo Mura ha evidenziato l’evoluzione esponenziale fatta registrare nell’ultimo decennio dal traffico di linea del trasporto passeggeri in termini di velocità, cabotaggio e portata a fronte dei quali la risposta del sistema portuale appare in netto ritardo.

La soluzione potrebbe essere individuata nella trasformazione delle infrastrutture portuali esistenti, in modo da renderle maggiormente ricettive, guardando al fabbisogno del Sistema Paese declinato alle caratteristiche delle singole realtà portuali, con l’auspicio che il Legislatore intervenga presto nel riordino dei porti affinché vi sia il superamento del tradizionale modello di porto facente funzioni a 360° verso un diverso modello specializzante in cui vi siano porti a vocazione esclusivamente crocieristica, diversi dai porti destinati al solo trasporto merci dedicate. Questo non significa che un porto debba essere monotematico ovvero condannato ad una scelta pregiudicante, ma che questi debba poter delocalizzare all’interno dello stesso hub. In una situazione di questo tipo sarebbe più facile assicurare la creazione di infrastrutture di secondo grado, quali ad esempio interporti, depositi, autoparchi, ma soprattutto collegamenti ferroviari e stradali, capaci di mettere i terminalisti portuali in condizioni di competere con i concorrenti europei.
Il Convegno si è concluso con l’avvio di un percorso nel quale sarà richiesto ai partecipanti di condividere l’approfondimento dei temi che saranno oggetto dell’incontro a “La Maddalena”.

Con l’occasione l’Unione Piloti, insieme a Capitanerie di Porto e Marina Militare, ha voluto premiare coloro che si sono distinti per la loro professionalità in particolari situazioni.

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