Vale la pena rischiare la vita? La drammatica testimonianza di un pilota omanita scampato alla morte

Riportiamo la drammatica testimonianza del Capitano  Agha Umar Habib, pilota con più di dieci anni di esperienza del Porto di Sohar nell’Oman che racconta di un incidente capitatogli e dal quale ne è uscito fortunatamente illeso. Il suo racconto si  conclude con una domanda che forse ogni pilota in attività si è posto più di una volta nel corso della sua carriera.

“Sono un pilota del porto di Sohar, in Oman, con un’esperienza di oltre 13 anni. La mia caduta in acqua il 23 luglio 2019 è stata un evento che ha riaffermato la mia fiducia in Dio. Ho rischiato delle serie conseguenze per la negligenza di qualcun altro. Sono grato a Dio per aver non subito alcun danno mentale o fisico.  Durante il mio turno di notte, il 23 luglio 2019, alle ore 0130  ero sulla pilotina Svitzer, Al-Kharara, per imbarcarmi su nave  Opal Fortune. Come in qualsiasi altra giornata lavorativa, anche in quell’occasione mi sono comportato in conformità agli standard di sicurezza internazionali e dalla pilotina mi sono aggrappato alla biscaggina. Ma, non appena ho messo il piede sul  3 ° gradino la scala si è rotta ed io sono precipitato in mare insieme ad essa tra la pilotina e la nave. Una volta in acqua il giubbotto di salvataggio si è gonfiato e resomi conto della gravità della situazione ho aperto le mie braccia per evitare lo schiacciamento tra la pilotina e la nave. Questo sforzo mi ha causato alcuni graffi su entrambe le mani. Una volta riemerso, ho visto il l’elica della pilotina dietro di me. Immediatamente ho iniziato a nuotare per allontanarmi da essa che stava girando lentamente. Mentre nuotavo  mi sono reso conto che lo zaino mi stava facendo sprofondare e così me ne sono immediatamente liberato. Anche se era buio pesto, ho notato la biscaglina rotta e un salvagente che galleggiavano accanto a me. Ho nuotato verso il salvagente e mi ci sono aggrappato con tutte le mie forze. Nel frattempo, ho visto che la pilotina si era si era girata e mi stava cercando. Ho iniziato a gridare “Ali..Ali”, il nome di uno degli uomini a bordo. Ciò gli ha permesso di individuare la mia posizione e di aggiornare il Capitano (Abu Shaker) circa la mia posizione in acqua. Il Capitano ha provato ad avvicinarsi con la pilotina, riuscendoci nel secondo tentativo. Mi hanno quindi lanciato una corda che ho legato ad un  braccio. Subito dopo mi hanno tirato verso la poppa della pilotina sulla quale sono salito utilizzando la biscaglina. Successivamente alcuni funzionari mi ha hanno trasportato all’ospedale dove mi sono state prestate le cure necessarie. Lì, a quell’ora della notte, erano presenti il Comandante del porto e i miei colleghi, tutti erano molto tristi. Tuttavia la la loro presenza mi ha rasserenato. Sono stati loro ad avvisare dell’accaduto la mia famiglia, il che ha reso tutto più semplice affinchè i miei cari potessero raggiungermi. Quei 15 minuti in mare, sono stati i più spaventosi della mia vita in quanto non ero sicuro di cosa sarebbe accaduto o se sarei sopravissuto!  Dio mi ha riservato una benedizione speciale! Grazie alle temperature sopportabili del mare nel Golfo di Oman, alle onde basse e alla prontezza del capitano della pilotina, che vedendomi cadere in acqua ha immediatamente spento il motore fermando l’elica, sono uscito incolume da questo incidente che sarebbe potuto essere letale. Il giorno dopo ero di nuovo in servizio, ma molte domande e preoccupazioni necessitano di una risposta per garantire la sicurezza dei piloti in tutto il mondo e limitare i rischi connessi a questa professione. Questi uomini sono quasi degli eroi che lavorano giorno dopo giorno e rischiano la vita per garantire che i traffici commerciali marittimi non si arrestino mai nel mondo. Tuttavia una domanda nasce spontanea. Gli standard di sicurezza sulle navi, le strutture per i piloti e le normative internazionali che regolamentano l’intero processo valgono il rischio? Forse è il caso do pensarci!”

Capt. Agha Umar Habib.