Venezia: la vicenda del distaccato sindacale al centro di un acceso dibattito. I passaggi salienti

Ancora una volta Venezia, la città culla del nostro movimento, è interessata da un disagio fra i gli iscritti alla Fedepiloti e quelli iscritti all’Unione Piloti, questo rende possibile che due anime di un solo corpo si ostacolino l’un l’altra. La centralità del nostro mestiere non viene risparmiata e spesso per protagonismi individuali non si lesinano colpi bassi assai dolorosi non solo per il collega che li riceve, al di là della sua appartenenza sindacale, ma per l’intera categoria.

Entrando nel merito ha suscitato non poche prese di posizione l’annosa vicenda del distaccato sindacale, tanto che la Direzione Marittima (Capitaneria di Porto) di Venezia ha inviato una nota, allegata alla presente per consultazione, al competente Ministero.

La lettera della Capitaneria ha cercato di fare chiarezza sul ruolo del distaccato di Unione Piloti e sull’organico della corporazione veneziana. La risposta del Ministero, anch’essa allegata, evidenzia in modo inequivocabile come l’organico dei piloti di Venezia sia corrisponde a n° 25 unità + 1 distaccato sindacale Up fuori turno, il quale non deve essere considerato fonte di lavoro aggiunta per la Corporazione, ma solo fonte di lavoro per il sindacato, in sintesi l’organico della forza lavoro del corpo piloti di Venezia non varia ma resta di 25 piloti +1 distaccato, fuori turno e di servizio presso l’associazione sindacale.

Il Ministero, con nota prot. DIV (ex DG porti) M_INF_PORTI/3306 del 27.03.2015, ha indicato tra le possibili soluzioni capaci di risolvere il disagio derivante dalla vacanza generata dal distaccato sindacale, per il periodo necessario al ripristino dell’organico, la possibilità di fare ricorso alla nomina di un pratico locale, per essere chiari si suggeriva l’utilizzo di un pratico locale nel caso si rendesse necessario l’immediato reintegro, in attesa del ripristino d’organico che avverrà con l’invio di un pilota in esubero in altri porti e l’emanazione del concorso da pilota per n° 1 unità: 1.

La citata nota del Ministero chiarisce in modo incontrovertibile sia la consistenza dell’organico sia le modalità di ripristino smentendo qualsiasi illazione di sorta le quali sono pretestuose e soprattutto infondate e che hanno il solo scopo di alimentare dissidi, sospetti ed acredine fra i colleghi di lavoro.

La circostanza che qualcuno mette in secondo piano il ruolo del pilota quale esperto portuale e lo vuole utilizzare anche come leva per creare attriti e conflittualità tra i sindacati che li rappresentano è disarmante, in ogni caso un tale comportamento indebolisce l’intera categoria. La voglia di protagonismo offusca la mente e fa perdere di vista l’obbiettivo comune che non può essere diverso dalla valorizzazione della nostra professione e categoria. L’assemblea dei piloti di Venezia tenutasi a giugno, con la partecipazione dei rappresentanti di entrambi i sindacati, avrebbe dovuto fare chiarezza, purtroppo non è stato così e di recente la Capitaneria di Porto, interessata direttamente da alcuni Piloti iscritti alla Fedepiloti ha sollecitato la soluzione dei cosiddetti “franchi pagati” nel modo indicato dal ministero con una nota.

La citata nota, indirizzata alla Capitaneria di Porto di Venezia, chiarisce in modo definitivo che la prassi adottata di distribuire le diarie in funzione del ripianamento di un turno previsto per un organico maggiore in via di ripristino non trova fondamento quanto il periodo è decisamente eccessivo.

Il ricorso alla consuetudine di distribuire le diarie in funzione del ripianamento di un turno previsto per un organico maggiore è stata da sempre adottata nella Corporazione di Venezia anche per periodi lunghi e di conseguenza la consuetudine poteva sicuramente trovare fondamento, applicazione e giustificazione, in ogni caso queste dovranno essere interrotte a seguito alle sopraggiunte disposizioni Ministeriali. Il riconoscimento delle diarie per il ripianamento dell’organico, così come avvenuto da sempre nella Corporazione di Venezia, potrebbe far sorgere il dubbio circa il danno arrecato agli aventi diritto i quali tuttavia, oltre ad essere in gran parte gli autori di una tale pratica, in tempi pregressi hanno indistintamente beneficiato di tale usanza.
E’ amaro notare come alcuni piloti di Venezia pur di ostacolare qualcuno sono disposti a farsi carico di maggior lavoro o di creare situazioni che potrebbero comportare diminuzioni di organico.

Il desiderio di protagonismo in negativo di chi non distingue l’unicità dell’essere pilota anche nello stesso porto, fa perdere di vista l’essenza della categoria, arreca danni rilevanti sia materiali che intellettuali ma soprattutto non si comprende quale sia il loro scopo finale del resto nessun vento è favorevole al navigante che non conosce la propria meta.