Venezia, la nave MSC Opera investe un battello e si schianta contro la banchina

 

Ieri intorno alle ore 8.30, durante le fasi di avvicinamento alla Stazione Marittima di Venezia si è sfiorata la tragedia. La nave da crociera MSC Opera, nel transitare lungo il canale portuale della Giudecca, nei pressi della banchina di San Basilio, ha perso il controllo, andando a collidere con l’imbarcazione fluviale River Countess, ormeggiata per le attività di imbarco e sbarco dei passeggeri. Dopo la collisione, la MSC Opera ha terminato la propria corsa contro la banchina, causandone il parziale danneggiamento.

La River Countess ha riportato una piccola falla all’altezza della linea di galleggiamento, mentre la nave da crociera lievi scalfitture allo scafo, ma i danni non hanno pregiudicato la sicurezza di entrambe le unità coinvolte. Nell’impatto sono rimaste ferite cinque persone che si trovavano a bordo dell’imbarcazione fluviale, prontamente accompagnate al Pronto Soccorso: una è stata subito dimessa, mentre alle altre quattro sono stati prescritti alcuni giorni di prognosi.

Il prefetto di Venezia ha convocato, il 2  giugno alle ore 16.00, una riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, alla presenza del sindaco di Venezia e della Città metropolitana, dei vertici delle Forze dell’Ordine, dei rappresentanti del Comune di Venezia, dell’Autorità di sistema portuale, della Capitaneria di Porto, della Polizia di Frontiera, Marittima e Aerea e dei Vigili del fuoco.

“I presenti  – si legge in una nota della Prefettura di Venezia – sono stati concordi nel convenire che si rende necessario intervenire con misure urgenti, anche alla luce del verbale del “Comitatone” del 7 novembre 2017, nel quale veniva condivisa la volontà di superare definitivamente il problema del transito delle Grandi navi nel Bacino di San Marco e nel canale della Giudecca, mantenendo la centralità dell’esistente Stazione Marittima e prevedendo anche, nel breve e medio periodo, l’adeguamento del canale Vittorio Emanuele III, utilizzando la bocca di porto di Malamocco. A tal fine, è stato condiviso di rivolgere al Provveditorato alle OO.PP., ex Magistrato alle Acque, la richiesta di procedere alla celere definizione del nuovo “Protocollo fanghi”, così da poter sbloccare, il prima possibile, i lavori di carotaggio e dragaggio del Vittorio Emanuele III, secondo le recenti direttive della Comunità Europea. In ogni caso, è necessario che il Provveditorato alle OO.PP. e l’Autorità di sistema portuale diano seguito urgentemente all’esecuzione dei carotaggi. Contestualmente, è stato chiesto alla Capitaneria di Porto uno studio sul numero delle navi che, in ragione del loro pescaggio e della profondità del canale, potrebbero da subito transitare lungo il Vittorio Emanuele III, al fine di deviare, in tempi ristretti, almeno parzialmente, il traffico programmato per la stagione in corso. L’obiettivo condiviso è quello di superare il problema del transito delle Grandi navi dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca, mantenendo la centralità della Marittima, in quanto vi sono tutte le capacità tecniche ed ingegneristiche per ottenere questo importante risultato”.

Sulla vicenda si registra l’intervento del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino che cessate l’emergenza ritiene indispensabile “muoversi a tutti i livelli con la massima celerità per dare finalmente una soluzione al traffico delle grandi navi a Venezia, liberando dal traffico crocieristico il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca”.

Il dibattito sulle grandi navi a Venezia e in atto ormai da anni.

Alla luce di quanto accaduto ieri in laguna, anche Assarmatori ricorda che il dibattito sulle grandi navi a Venezia e in atto ormai da anni. Di conseguenza rivolge un invito in particolare alle Istituzioni e al Governo affinchè siano accelerati i tempi di una scelta definitiva che coniughi la necessità reale di difendere il ruolo di home port crocieristico di Venezia e le esigenze di sicurezza, tutela ambientale e artistica della città. E in questa ottica Assarmatori ricorda come sia sul tavolo da tempo il progetto che prevede i dragaggi e quindi una soluzione alternativa alla Giudecca attraverso l’utilizzo del canale Vittorio Emanuele.

Infine, il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in un’intervista concessa al quotidiano La Stampa si dice favorevole al divieto di transito delle grandi navi attraverso il Canale della Giudecca senza dimenticare però i riflessi negativi che una simile decisione potrebbe provocare all’economia turistica.  “Sono mesi – afferma – che stiamo lavorando con la massima risolutezza per risolvere un problema lasciato marcire per troppi anni. C’è un tavolo istituzionale che sta andando avanti ed è già in programma un incontro con gli altri ministri interessati per arrivare alla soluzione definitiva che contemperi, senza scorciatoie, economia turistica e tutela ambientale”.

Il video della collisione